Ogni autunno, ai primi malanni di stagione, torna la stessa domanda: vale la pena fare il vaccino antinfluenzale, e quando? Per il Ministero della Salute la vaccinazione è la misura più efficace per prevenire l'influenza e soprattutto le sue complicanze, ed è indicata per chiunque abbia più di sei mesi di vita, con un'offerta gratuita per le persone più a rischio. La campagna parte ogni anno dai primi giorni di ottobre e prosegue per tutta la stagione. In questa guida trovi le risposte alle domande più comuni: a chi è consigliato il vaccino, dove si fa e quanto costa, quanto dura la protezione, quali reazioni sono normali e quando invece è meglio rinviare.
In sintesi
- Il vaccino antinfluenzale si fa ogni anno, preferibilmente tra ottobre e dicembre, ma è utile anche più avanti nella stagione.
- È raccomandato dai 6 mesi di età ed è gratuito per le persone dai 60 anni, i bambini da 6 mesi a 6 anni, le donne in gravidanza, chi ha malattie croniche e gli operatori sanitari.
- Si fa dal medico di famiglia, dal pediatra, nei centri vaccinali della ASL e nelle farmacie aderenti.
- La protezione si sviluppa in circa due settimane e copre la stagione in corso.
- Le reazioni più comuni sono dolore nel punto dell'iniezione, lieve febbre e stanchezza per uno o due giorni. Il vaccino non può causare l'influenza.
Indice
1 Che cos'è il vaccino antinfluenzale e come funziona
Il vaccino antinfluenzale è un vaccino inattivato: contiene frammenti dei virus influenzali, o virus resi incapaci di replicarsi, che stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi senza provocare la malattia. È il motivo per cui, contrariamente a una convinzione diffusa, il vaccino non può "far venire l'influenza".
I virus dell'influenza cambiano in continuazione. Per questo ogni anno, a febbraio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità indica quali ceppi inserire nei vaccini per la stagione successiva dell'emisfero nord, e la composizione viene aggiornata di conseguenza. I vaccini della stagione 2026-2027 sono trivalenti: proteggono da due ceppi di tipo A e da un ceppo di tipo B.
Esistono diverse formulazioni, che il medico sceglie in base all'età e alle condizioni di salute:
- i vaccini standard, indicati per la popolazione generale a partire dai 6 mesi
- i vaccini potenziati, cioè adiuvati o ad alto dosaggio, studiati per rafforzare la risposta immunitaria nelle persone in cui tende a essere meno vivace. Dalla stagione 2026-2027 il Ministero della Salute li raccomanda a partire dai 60 anni (in precedenza dai 65) e, per chi rientra in una categoria a rischio, anche nella fascia 50-59 anni.
La scelta del tipo di vaccino non spetta al paziente: è il medico di famiglia o il servizio vaccinale a indicare la formulazione adatta, seguendo le raccomandazioni ministeriali.
2 Quando fare il vaccino antinfluenzale
La circolare ministeriale chiede alle Regioni di avviare le campagne vaccinali dall'inizio di ottobre (la quarantesima settimana dell'anno) e di mantenere l'offerta attiva per tutta la stagione. Il periodo ideale per vaccinarsi è quindi tra ottobre e dicembre: la protezione ha bisogno di circa due settimane per svilupparsi completamente e in Italia la circolazione dei virus influenzali è più intensa tra dicembre e febbraio.
Vaccinarsi presto ha senso per arrivare protetti al picco, ma non è mai "troppo tardi": la vaccinazione è utile anche a gennaio o febbraio, perché la stagione influenzale può prolungarsi fino alla primavera. Il Ministero raccomanda anzi di offrire il vaccino a chi si presenta in ritardo, e anche a chi ha già avuto un episodio simil-influenzale nella stagione, perché i virus in circolazione sono diversi e un'infezione non protegge dalle altre.
Una sola dose è sufficiente a tutte le età, con l'eccezione dei bambini più piccoli alla prima vaccinazione, per i quali il pediatra può prevedere una seconda dose a distanza di alcune settimane.
3 A chi è consigliato e per chi è gratuito
Il vaccino antinfluenzale è raccomandato a tutte le persone dai 6 mesi di vita che non abbiano controindicazioni specifiche. Il Servizio Sanitario Nazionale lo offre gratuitamente e attivamente alle categorie per cui l'influenza comporta un rischio maggiore di complicanze, o che possono trasmetterla a persone fragili. Per la stagione 2026-2027 sono:
- le persone dai 60 anni in su
- i bambini da 6 mesi a 6 anni
- le donne in gravidanza e nel periodo dopo il parto
- le persone di qualunque età con malattie croniche: respiratorie (asma, BPCO), cardiache, diabete e altre malattie metaboliche, obesità, malattie renali o epatiche, tumori e condizioni che indeboliscono le difese immunitarie, malattie neurologiche
- chi vive in strutture residenziali o di lungodegenza
- i familiari e i caregiver di persone ad alto rischio
- gli operatori sanitari e sociosanitari
- i lavoratori di servizi pubblici essenziali e chi lavora a contatto con animali (allevatori, veterinari), per il rischio di infezioni da virus influenzali animali
- i donatori di sangue.
Al di fuori di queste categorie il vaccino resta consigliato: molte Regioni, dopo aver coperto le persone prioritarie, estendono l'offerta gratuita a chiunque la richieda. Chi non rientra nella gratuità può comunque vaccinarsi a pagamento con ricetta del medico. Il consiglio pratico è chiedere al proprio medico di famiglia, che conosce sia la situazione clinica sia le modalità attive nella propria Regione.
4 Dove si fa e quanto costa
Per le persone che hanno diritto alla vaccinazione gratuita, i punti di accesso sono:
- il medico di medicina generale, che nella maggior parte dei casi vaccina direttamente in ambulatorio
- il pediatra di libera scelta, per i bambini
- i centri vaccinali della ASL, su prenotazione
- le farmacie aderenti, che da alcuni anni possono somministrare il vaccino antinfluenzale agli adulti
- le strutture residenziali e sociosanitarie, per chi vi risiede o vi lavora.
Nelle categorie a rischio il vaccino non ha alcun costo. Per chi non ne ha diritto, il prezzo dipende dal tipo di vaccino e dal luogo in cui viene somministrato: il farmacista o il medico possono indicare l'importo aggiornato. Le modalità di prenotazione cambiano da Regione a Regione (portale regionale, telefono, app, farmacia): il medico di famiglia è il primo punto a cui rivolgersi per sapere come e dove prenotare.
5 Quanto dura la copertura del vaccino antinfluenzale
Gli anticorpi prodotti dopo il vaccino raggiungono il livello protettivo in circa due settimane e coprono l'intera stagione influenzale, ma tendono a diminuire nell'arco di alcuni mesi, in modo più marcato nelle persone anziane. Questo, insieme al fatto che i ceppi in circolazione cambiano di anno in anno, è il motivo per cui il vaccino va ripetuto ogni anno: quello dell'anno precedente non protegge in modo adeguato dalla stagione successiva.
6 Quanto è efficace: cosa dicono le fonti istituzionali
L'efficacia del vaccino antinfluenzale varia di stagione in stagione, in base alla corrispondenza tra i ceppi contenuti nel vaccino e quelli che circolano davvero, e in base all'età e allo stato di salute di chi lo riceve. Il vaccino non garantisce di non ammalarsi: secondo il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità, il suo beneficio principale è ridurre il rischio di forme gravi, di ricovero e di complicanze come polmonite, riacutizzazioni di malattie croniche e problemi cardiovascolari. Chi si ammala nonostante il vaccino tende ad avere una malattia più lieve e più breve. Nelle persone fragili, e nel personale che le assiste, la vaccinazione ha anche un valore collettivo: riduce la circolazione del virus in famiglia, nei reparti e nelle residenze.
7 Gli effetti collaterali: cosa è normale e cosa no
Il vaccino antinfluenzale è utilizzato da decenni su centinaia di milioni di persone ogni anno ed è tra i vaccini con il profilo di sicurezza più studiato. Le reazioni più frequenti sono lievi e passano da sole entro uno o due giorni:
- dolore, rossore o gonfiore nel punto dell'iniezione, di gran lunga la reazione più comune
- febbricola, brividi, stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, che compaiono in genere entro poche ore e scompaiono in 24-48 ore. Non sono l'influenza: sono il segno che il sistema immunitario sta rispondendo.
Le reazioni allergiche gravi sono rarissime e si manifestano quasi sempre entro pochi minuti: è per questo che dopo la somministrazione si consiglia di rimanere in osservazione per un breve periodo. Difficoltà a respirare, gonfiore di viso o gola, orticaria diffusa o malessere improvviso richiedono l'intervento immediato: in questi casi si chiama il 112.
Se la febbre è alta, dura più di due giorni o si accompagna a sintomi che non sembrano legati al vaccino, la cosa giusta è contattare il medico: potrebbe trattarsi di un'infezione contratta indipendentemente dalla vaccinazione. Approfondiremo cosa aspettarsi, giorno per giorno, nell'articolo dedicato agli effetti collaterali del vaccino antinfluenzale.
8 Quando è sconsigliato: le controindicazioni
Le vere controindicazioni al vaccino antinfluenzale sono poche:
- una reazione allergica grave a una dose precedente o a un componente del vaccino
- l'età inferiore ai 6 mesi, per la quale non esistono vaccini autorizzati (i neonati sono protetti indirettamente dalla vaccinazione della madre in gravidanza e dei familiari).
Ci sono poi situazioni che richiedono di rinviare o di valutare con il medico:
- una malattia acuta con febbre: in questo caso la vaccinazione si posticipa a guarigione avvenuta. Un semplice raffreddore senza febbre, invece, in genere non impedisce di vaccinarsi, ma la decisione spetta a chi somministra il vaccino
- una precedente sindrome di Guillain-Barré comparsa nelle settimane successive a una vaccinazione antinfluenzale, che richiede una valutazione individuale dei rischi e dei benefici
- l'allergia all'uovo, che oggi non è più considerata una controindicazione assoluta per la maggior parte dei vaccini disponibili: se ne parla con il medico, che sceglie la formulazione e il contesto adatti.
Chi ha dubbi su una condizione specifica non deve rinunciare da solo al vaccino: la scelta va fatta insieme al medico di famiglia, che conosce la storia clinica e può indicare l'alternativa giusta.
9 Vaccino antinfluenzale insieme ad altri vaccini
La circolare ministeriale ricorda che il vaccino antinfluenzale può essere somministrato nella stessa seduta con altri vaccini raccomandati per età o condizione, in sedi diverse del corpo. Per le persone dai 60 anni e per chi ha malattie croniche è un'occasione utile per abbinare la protezione contro l'influenza a quella contro lo pneumococco, l'Herpes Zoster, il richiamo difterite-tetano-pertosse o il vaccino anti-COVID-19. È il medico a proporre l'abbinamento più.
10 Gravidanza, allattamento e bambini
La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e gratuita in gravidanza, in qualunque trimestre, e nel periodo dopo il parto: l'influenza in gravidanza espone a un rischio maggiore di complicanze, e gli anticorpi materni proteggono il neonato nei primi mesi, quando non può ancora essere vaccinato. Il vaccino è compatibile anche con l'allattamento. Il ginecologo o il medico di famiglia sono i riferimenti per programmarla.
Nei bambini, la vaccinazione è offerta gratuitamente da 6 mesi a 6 anni, la fascia in cui l'influenza dà più spesso complicanze e ricoveri, ed è consigliata per tutti i bambini più grandi, in particolare se convivono con persone fragili. È il pediatra di libera scelta a somministrarla o a indicare dove farla.
11 Stagione 2026-2027: cosa cambia quest'anno
Sezione aggiornata il 02/09/2026 sulla base della circolare del Ministero della Salute del 23 giugno 2026 e delle raccomandazioni OMS del 27 febbraio 2026.
Tre novità caratterizzano la stagione in corso:
- Composizione aggiornata dei vaccini. L'OMS ha rivisto i ceppi vaccinali per entrambi i sottotipi di virus A (H1N1 e H3N2) e per il ceppo B/Victoria. Il lignaggio B/Yamagata resta escluso, perché non se ne registrano casi confermati dal 2020: i vaccini sono quindi trivalenti.
- La variante "K". Nella stagione 2025-2026 si è diffusa rapidamente in tutto il mondo una variante del virus A(H3N2), classificata come sottoclade K, che ha anticipato l'inizio della stagione in molti Paesi e ha reso il vaccino dello scorso anno meno corrispondente ai virus in circolazione. La composizione 2026-2027 è stata aggiornata proprio per tenerne conto.
- Vaccini potenziati dai 60 anni. Per la prima volta il Ministero raccomanda le formulazioni adiuvate o ad alto dosaggio già a partire dai 60 anni, e non più dai 65, allargando così la platea a cui è destinata la protezione più robusta.
Gli obiettivi di copertura restano quelli del Piano nazionale di prevenzione vaccinale: almeno il 75% delle persone dai 65 anni, con un obiettivo ottimale del 95%.
12 Come prepararsi e cosa fare dopo
Non serve nessuna preparazione particolare: non è necessario il digiuno, si può fare in qualsiasi momento della giornata. È utile arrivare con un indumento che lasci scoprire facilmente la parte alta del braccio, portare la tessera sanitaria e segnalare a chi vaccina eventuali allergie, febbre nei giorni precedenti, terapie in corso (in particolare anticoagulanti) o una gravidanza.
Dopo la somministrazione si resta in osservazione per un breve periodo, poi si può tornare alle attività normali. Nei giorni successivi, in caso di indolenzimento o febbricola, il medico può consigliare un comune antipiretico; non è necessario assumere farmaci in via preventiva.
13 Vaccino e altre misure di prevenzione
Il vaccino è la misura più efficace, ma non l'unica. Il Ministero della Salute ricorda l'importanza delle misure non farmacologiche, fondamentali soprattutto nei mesi di maggiore circolazione dei virus e a contatto con persone fragili: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o soluzione idroalcolica, coprire bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, arieggiare gli ambienti chiusi, restare a casa quando si hanno sintomi influenzali e usare la mascherina in presenza di persone a rischio. Contano anche il sonno, l'alimentazione e l'attività fisica, che sostengono le difese immunitarie senza sostituire la vaccinazione.
Per riconoscere l'influenza e distinguerla da raffreddore e COVID-19 puoi leggere la nostra guida ai sintomi dell'influenza stagionale; se il problema è un semplice raffreddore dei primi freddi, i rimedi sono diversi e in genere non serve il medico.
14 Quando rivolgersi al medico
Tre situazioni in cui è giusto contattare il medico di famiglia, senza aspettare:
- prima del vaccino, se si hanno dubbi su una controindicazione, su un'allergia o su una terapia in corso
- dopo il vaccino, se la febbre è alta o dura più di due giorni, se il braccio si gonfia molto o se compaiono sintomi che non sembrano legati alla vaccinazione
- durante la stagione, se i sintomi dell'influenza sono intensi, se compare difficoltà a respirare, dolore al petto, confusione o se la febbre non scende dopo alcuni giorni, soprattutto nelle persone anziane, nei bambini piccoli e in chi ha malattie croniche.
Per le reazioni improvvise dopo la somministrazione - difficoltà respiratoria, gonfiore del viso, orticaria diffusa - si chiama il 112.
15 Domande frequenti
Che effetti collaterali può dare il vaccino antinfluenzale?
I più comuni sono dolore, rossore o gonfiore nel punto dell'iniezione e, meno spesso, febbricola, stanchezza, mal di testa e dolori muscolari per uno o due giorni. Sono reazioni lievi e passeggere. Le reazioni allergiche gravi sono rarissime e compaiono quasi sempre entro pochi minuti, motivo per cui si resta in osservazione dopo la somministrazione.
Quanto tempo dura la copertura del vaccino antinfluenzale?
La protezione si sviluppa in circa due settimane e copre la stagione influenzale in corso; gli anticorpi diminuiscono nell'arco di alcuni mesi. Poiché anche i virus in circolazione cambiano ogni anno, la vaccinazione va ripetuta a ogni stagione.
Quando è sconsigliato fare il vaccino antinfluenzale?
In caso di reazione allergica grave a una dose precedente o a un componente del vaccino, e sotto i 6 mesi di età. In presenza di una malattia acuta con febbre la vaccinazione si rinvia. Allergia all'uovo, terapie particolari o una precedente sindrome di Guillain-Barré richiedono una valutazione con il medico, non una rinuncia automatica.
Quando è meglio fare il vaccino contro l'influenza?
Tra ottobre e dicembre: la campagna parte dai primi giorni di ottobre e la protezione richiede circa due settimane per svilupparsi, mentre il picco dell'influenza in Italia cade tra dicembre e febbraio. È comunque utile vaccinarsi anche più avanti nella stagione.
Si può fare il vaccino antinfluenzale con il raffreddore?
Un raffreddore lieve senza febbre in genere non impedisce la vaccinazione. Se invece c'è febbre o una malattia acuta in corso, il vaccino si rimanda a guarigione avvenuta. La decisione finale spetta al medico o all'operatore che somministra il vaccino.
Il vaccino antinfluenzale è gratis? Quanto costa?
È gratuito per le categorie a rischio indicate ogni anno dal Ministero della Salute: dai 60 anni, bambini da 6 mesi a 6 anni, donne in gravidanza, persone con malattie croniche, operatori sanitari, familiari di persone fragili. Diverse Regioni lo estendono gratuitamente a chiunque lo richieda. Chi non ne ha diritto può acquistarlo in farmacia con ricetta: il costo varia in base al tipo di vaccino.
Il vaccino antinfluenzale funziona davvero?
Secondo il Ministero della Salute e l'Istituto Superiore di Sanità è la misura più efficace per prevenire l'influenza e le sue complicanze. L'efficacia varia di anno in anno, in base alla corrispondenza tra vaccino e virus circolanti, e non garantisce di non ammalarsi: il beneficio principale è ridurre il rischio di forme gravi, ricoveri e complicanze, soprattutto nelle persone fragili.
Si può fare insieme al vaccino anti-COVID o ad altri vaccini?
Sì. La circolare ministeriale prevede la co-somministrazione nella stessa seduta, in sedi diverse del corpo, con i vaccini raccomandati per età o condizione: anti-COVID-19, pneumococco, Herpes Zoster, richiamo difterite-tetano-pertosse. È il medico a proporre l'abbinamento più opportuno.
Un adulto sano deve fare il vaccino antinfluenzale?
Il vaccino è raccomandato a tutti dai 6 mesi di età, non solo alle categorie a rischio. Per un adulto sano il beneficio è evitare una malattia che può costare una o due settimane di lavoro e ridurre il rischio di trasmetterla a familiari fragili; è particolarmente consigliato a chi convive con anziani, bambini piccoli o persone con malattie croniche.